di Giuseppe Longo

Il 22 giugno di 28 anni fa moriva l’avvocato Antonio Comelli, un grande figlio di Nimis ma che è ricordato soprattutto come “Presidente della Ricostruzione” post-sismica. E il suo paese d’origine gli renderà omaggio domani mattina, proprio nel giorno anniversario della scomparsa, nell’ambito delle celebrazioni indette in Friuli per il 50° anniversario del terremoto. La cerimonia, che comincerà alle 10 con una Messa di suffragio nel Duomo di Santo Stefano, è stata organizzata dal Comune di Nimis assieme all’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli Venezia Giulia. Al termine del rito, un corteo raggiungerà il cimitero per un omaggio alla tomba del politico scomparso, appunto, nel 1998, concludendo così la commemorazione ufficiale.

«Nimis ricorda Antonio Comelli come uno dei suoi figli più illustri – afferma il sindaco Fabrizio Mattiuzza -, un uomo che ha dato prestigio alla nostra comunità e che, con la sua guida, ha saputo costruire un rapporto unico con i sindaci e gli amministratori del territorio, rendendoli protagonisti della ricostruzione del Friuli. La commemorazione, condivisa con l’Associazione dei Comuni Terremotati e dei Sindaci della Ricostruzione del Friuli Venezia Giulia, sottolinea un tratto essenziale della figura di Comelli: la sua capacità di riconoscere nei sindaci non semplici rappresentanti istituzionali, ma pilastri della rinascita. Nel momento più drammatico della nostra storia recente, egli comprese che la ricostruzione non poteva essere imposta dall’alto, ma doveva nascere dalle comunità, dai loro amministratori, dalla forza dei territori». Un “motore” quindi alla guida della Regione Fvg che si è rivelato fondamentale e che si è sommato a quello espresso dallo Stato, attraverso l’onorevole Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario del Governo, tanto da realizzare in tempi molto rapidi ed efficaci il cosiddetto “modello Friuli”. Una definizione che è stata moltissime volte ripetuta e sottolineata soprattutto in queste settimane di frequenti celebrazioni commemorative e che il 6 maggio, proprio in coincidenza con l’anniversario della prima grande scossa, hanno avuto a Gemona, “capitale del terremoto”, il loro momento più ufficiale e solenne alla presenza del Presidente della Repubblica.
Antonio Comelli era nato a Nimis il 5 aprile 1920 in una delle famiglie storiche del paese pedemontano, del quale, negli anni Sessanta, fu anche sindaco. Partigiano dell’Osoppo durante l’ultima guerra, quando Nimis fu completamente distrutta dall’incendio del 29 settembre 1944, nel 1963 fu eletto consigliere della Regione Autonoma del Friuli Venezia-Giulia che era da poco stata istituita. Guidato l’assessorato all’agricoltura per due successive legislature – il suo nome è rimasto legato soprattutto alla legge per la valorizzazione delle colture pregiate, a cominciare dalla viticoltura di cui Nimis è uno dei centri più rinomati -, alla fine del 1973 venne eletto presidente della Giunta e quindi della Regione – allora non esisteva ancora il termine “governatore” -, carica che ricoprì fino al 1984. La sua elezione avvenne appena tre anni prima di quell’indimenticabile 6 maggio 1976. E gli otto anni della sua presidenza successiva al sisma segnarono il momento più intenso della ciclopica opera di ricostruzione che praticamente in appena un decennio ha segnato una quasi completa rinascita, tanto da essere appunto riconosciuta come “modello Friuli”. Che non fu rappresentato soltanto dalla riedificazione fisica di case e strutture produttive – strategica si rivelò l’attribuzione ai sindaci dell’incarico di “funzionari delegati” riconoscendo ai Comuni un ruolo centrale nella rinascita -, ma anche come occasione di grande sviluppo attraverso la realizzazione di infrastrutture rivelatesi fondamentali e irrinunciabili come l’autostrada Udine-Tarvisio e il raddoppio della ferrovia Pontebbana. Ma anche sul fronte culturale e formativo, tanto che l’opera di riscatto dalla distruzione sismica vide il suo coronamento anche con l’istituzione dell’Università del Friuli. Soltanto tre esempi dello sviluppo collegati alla rinascita, ma che portano la firma di Antonio Comelli. Al quale la nostra terra non finirà mai di essere abbastanza riconoscente!

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In copertina e all’interno tre fotografie storiche che vennero scattate da Bruno Fabretti e che ritraggono il presidente Antonio Comelli in visita a Nimis subito dopo il terremoto del 1976 con il commissario straordinario Giuseppe Zamberletti per sopralluoghi con il sindaco Giovanni Roberto Mattiuzza.

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